Simon's Corner

La Via della Musica: Introduzione

The Path of Music: Introduction

“Che lavoro fai nella vita?” – “Il musicista…” – “Sì, ok… ma per vivere cosa fai?” – “…”

Siamo musicisti… abbiamo genitori disperati che ogni giorno ci chiedono perché non cominciamo a fare “qualcosa di serio” nella vita.
Siamo musicisti… investiamo tempo a esercitarci o a scrivere canzoni sperando di trasformare la nostra passione in una professione a tutti gli effetti.
Siamo musicisti… sogniamo di uscire da una piccola umida cantina per poter trasmettere passione ed emozioni al maggior numero di persone possibile.
Siamo musicisti… pur di racimolare qualche soldo ci costringiamo a suonare canzoni e generi che non ci piacciono.
Siamo musicisti…ci dedichiamo con passione all’insegnamento ma spesso i nostri allievi (soprattutto quelli costretti a far musica dai genitori) ci scambiano per il loro psicologo personale.
Siamo musicisti… facciamo chilometri di strada per suonare gratuitamente in locali situati negli angoli più sperduti del mondo, per poi ritrovare sotto il palco un pubblico costituito esclusivamente dagli artisti che si esibiranno dopo il nostro spettacolo.
Siamo musicisti… a volte guardiamo con invidia i colleghi che hanno più successo di noi e viviamo la nostra arte con competizione e arrivismo: non siamo cattivi, ma abbiamo una tremenda paura che se non saremo i migliori sul campo non riusciremo a sopravvivere.
Siamo musicisti… spendiamo le mattinate a studiare, i pomeriggi a insegnare, le serate a provare e i week-end ad esibirci. Siamo sempre di corsa e non abbiamo un momento libero, eppure agli occhi della società (a volte anche degli “amici”) siamo spesso considerati dei nullafacenti.
Siamo musicisti… quando ci confrontiamo con i colleghi passiamo le ore a lamentarci della sorte precaria che ci accomuna, a parlar male di altri artisti con cui siamo in competizione, a litigare su opinioni e gusti musicali oppure a discutere come feticisti di strumenti e accessori. Qualsiasi altro argomento ci è oscuro.
Siamo musicisti… abbiamo una vita sentimentale piuttosto travagliata: il nostro partner fatica a comprendere (talvolta addirittura accettare) la nostra passione per la musica oppure siamo noi stessi a ritenere di non potergliela trasmettere, così finiamo spesso per ritrovarci soli; nei rari casi in cui anche il/la compagno/a sia musicista, sappiamo solo condividere il timore e l’irrequietezza di non poter costruire un futuro insieme portando avanti la nostra arte.
Siamo musicisti… conviviamo da sempre con un’ansia da prestazione tecnica che poche ore prima di salire su un palco sfocia in attacchi di panico, nervosismo, improvvisi raptus di rabbia e stati di intrattabilità… e quando invece scendiamo dal palco non siamo mai soddisfatti al 100% della performance.
Siamo musicisti… sentiamo l’impellente bisogno di entrare in una rete di contatti “proficua” così, pur di farci conoscere, facciamo “buon viso e cattivo gioco” con persone che non ci vanno tanto a genio ma che sono nel cosiddetto “giro giusto” e in qualche modo potrebbero permetterci di emergere.
Siamo musicisti… insieme all’abilità nel suonare abbiamo appreso l’abilità nel litigare: ogni giorno c’è un motivo per discutere con chi non crede nei nostri sogni, con chi giudica il nostro stile di vita, con i gestori dei locali, con i compagni del nostro stesso gruppo, con i direttori d’orchestra, con i fonici, con le agenzie di booking, le etichette, i manager, i dirigenti delle scuole di musica. Magari col tempo abbiamo anche imparato a difenderci e far valere le nostre ragioni, ma alla fine degli scontri proviamo sempre un senso di amarezza per questo continuo contrasto con chi dovrebbe collaborare o sostenerci.
Siamo musicisti… gli ostacoli, l’incertezza e la competitività che aleggiano nel nostro ambiente ci fanno vivere con una sensazione di negatività che continua a perseguitarci: la nostra mente è affollata da continui pensieri di dubbio e paura frammisti alla sconfortante attesa di quel famoso “colpo di cul… fortuna” che a noi non sembra arrivare mai.
Siamo musicisti… a volte l’insoddisfazione e l’infelicità sono talmente forti che noi stessi ci chiediamo se non sia meglio seppellire i nostri “infantili” desideri per accontentarci di un qualsiasi altro lavoro che ci assicuri uno stipendio.

Eppure, sappiamo bene che se dovessimo abbandonare la musica ce ne pentiremmo amaramente e nel cuore non muore mai la speranza che ci spinge a credere nella melodia e nel ritmo che portiamo dentro.
Certo la situazione non è così drammatica per tutti, ma molti hanno attraversato (o attraversano tuttora) alcune delle circostanze sopra descritte; personalmente in passato le ho vissute tutte e questo profondo conflitto interiore tra passione e insoddisfazione generò in me un chiodo fisso, una domanda costante, che continuava a torturare la mia testa:

“Ci sarà mai una via d’uscita dal labirinto di questa costante frustrazione?”

Il desiderio di trovare risposta a tale quesito mi spinse a condurre una ricerca interiore basata sul confronto tra svariate tradizioni spirituali, esoteriche, psicologiche, scientifiche, artistiche e filosofiche per verificare se queste potessero migliorare anche la vita di un musicista.

E così è nata “La Via della Musica”.

Continua…

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