Mauro's Corner

Come Ho Vinto Contro Me Stesso In 6 Mosse (E Una Chitarra Da Tennis)

guitar tennis

Chi di noi non ha mai simulato il rumore di una pallina da tennis mentre viene colpita? Bugiardi.

Chi di noi chitarristi non ha mai simulato di suonare un mega assolo su una racchetta da tennis? Bugiardi.

(abbiamo provato anche le scope ma non venitemi a dire che sono ergonomiche! Quelle sono per i cantanti che vogliono imitare Freddie Mercury)

Non so perché ma quel rumore sordo ma definito mi attirava. Iniziai a giocare a tennis più o meno nello stesso periodo in cui imbracciai la mia prima chitarra. A distanza di tempo non penso sia stata una coincidenza (anche perché le coincidenze non esistono). Dai, la forma è quella. Entrambe, chitarra e racchetta, hanno le corde e producono suoni. Con entrambe puoi far finta di essere bravo in qualcosa. E’ lo sport dei chitarristi, è inutile girarci intorno.

Lo so, molti musicisti non vanno d’accordo con lo sport (almeno finché lo scaricaggio e caricaggio di testate e casse dalla macchina non verrà accettato come disciplina olimpica; immaginate la nidiata di campioni che ne verrebbe fuori); eppure io ci ho sempre intravisto una dimensione artistica, sia nel gesto atletico del “fuoriclasse”, sia nell’aspetto psicologico che lo sportivo deve affrontare.

Ora senza ulteriori indugi passiamo a ciò che state aspettando con ansia spasmodica, la TOP 6: 

6 – LA RACCHETTA – CHITARRA. Sì, l’ho già accennato prima, ma quando ancora strimpellavo soltanto nella mia camera, sognando vibranti platee, usare la racchetta come chitarra facendo finta di suonare con nonchalance i sessantaquattresimi di Petrucci vi assicuro che ha mantenuto viva la mia ambizione (oltre al fatto che lo puoi fare muovendoti come un ossesso, a differenza di Big John).

Ciò non toglie che non sarò mai ai livelli di questo tizio:

5 – GRAND SLAM e NUMERO 1. Un tennista ha due cose in testa: vincere un torneo del Grand Slam e diventare il numero 1 della classifica mondiale. Lavora e si allena tutta la vita per questi obiettivi, e li può raggiungere solo vincendo. Vince, solo se si migliora. Se sei convinto di poter esser un chitarrista migliore, molto probabilmente lo diventerai. Se sei convinto di poter essere un chitarrista, probabilmente diventerai anche quello. Se sei convinto, beh, non ti ferma nessuno, neanche Chuck Norris con un calcio rotante. Questa chiarezza di obiettivi mi ha sempre aiutato nel percorso di musicista, e continuerà a farlo.

4 – SVILUPPA PIU’ TECNICHE. I grandi campioni padroneggiano tutti i colpi a loro disposizione, o la maggior parte di essi. Servizio, dritto, rovescio, volée, lob, smorzata… Questo permette loro di poter scegliere il colpo migliore nel momento migliore. E anche di spiegare cos’è un lob in una cena tra amici. Un chitarrista che padroneggia molte tecniche differenti aumenta le sue possibilità espressive (“Volevi il tapping? E invece no, ti faccio un bending stonato, perché posso!“). Inoltre ad entrambe le figure viene riconosciuta una caratteristica detta “tocco”, che descrive la sensibilità delle mani. E se hai il “tocco”, sicuramente infiammi il pubblico. E se infiammi il pubblico, game set & match.

(inoltre se sei bravo nel dritto e nel rovescio ti puoi fare i maglioni)

3 – IL ROBOANTE SILENZIO. Un concerto ha molte cose in comune con una grande partita di tennis. Il pubblico, la pressione, le aspettative. Dopo ogni brano (se proprio non hai fatto schifo), arriva l’applauso dei due capelloni in prima fila, così come dopo ogni scambio tennistico. E subito dopo, il silenzio. Quel silenzio che colora l’attesa, così come una pausa nello spartito dà una sfumatura alla melodia. In quel silenzio-attesa la tua mente comincia a far casino, mentre tutto intorno a te è fermo. Un’orchestra di pensieri si manifesta con un monologo interiore che cerca di riempire quel silenzio. Imparando a gestirlo, e a godere di quel momento, il prossimo punto, il prossimo pezzo, andrà alla grande.

2 – COMBATTI I TUOI DEMONI. Quando da bambino tiravo le prime racchettate il mio maestro mi faceva spesso allenare contro il muro. Diceva “Il muro non si batte, per cui puoi solo migliorare contro di lui“. Effettivamente, più tiravo forte e più tornava indietro forte, più tiravo angolato e più dovevo correre. L’unico neo in questo metodo di allenamento è che ti dissuade completamente dal giocare una palla corta, perché sai già che lo stronzo di muro te la rimette ancora più corta e non la prenderai mai. Comunque, in un secondo momento capii che il muro non era il vero avversario, ma era lo specchio di me stesso. Nei momenti in cui siamo sotto pressione è facile diventare i nemici di noi stessi. Abbiamo tutti il nostro demone che ci fa visita nei momenti di difficoltà e ci dice “giochi come un koala“, “il tuo rovescio fa spavento ai passeri“, “bella questa scala, peccato che dovevi suonarla alla battuta dopo” (sì, il mio demone è parecchio sarcastico). E fu così che un giorno arrivai all’allenamento con un bazooka. Tzè, muro invincibile. Quando sta per arrivare l’assolo della canzone lui puntualmente arriva, e gli devi fare il culo. Come? Non pensare, suona. Punto.

1 –  MAI ARRENDERSI. Originale? No. Facile? No. Necessario? Certo. C’è un aspetto veramente tragico nel tennis, o straordinario, in base a chi esulta alla fine. Puoi giocare la miglior partita della tua vita, ma se perdi l’ultimo punto, perdi. Come quando giochi a carte coi nonni, li batti 9 volte, alla decima “chi vince questa ha vinto tutto” e perdi nella più totale ingiustizia. In questo sport non puoi vivere di rendita. Non è finita finché non è finita. Questo ti costringe a rimanere concentrato per tutto il tempo, ma anche a non scoraggiarti in un momento difficile, perché sai che puoi ribaltare la partita in un attimo. E’ questo è vero nella vita e nella musica. L’allenamento quotidiano, sia tecnico che mentale, costruisce il tuo successo di domani. Sbaglierai ancora, ancora, e ancora. Finché non la suoni. Finché non sei su quel palco senza manco accorgertene. O finché vinci l’Australian Open a 28 anni contro la più forte di sempre.

Vero Angelique?

angelique kerber
Angelique Kerber, campionessa AusOpen 2016
photo: https://www.facebook.com/AngeliqueKerberOfficial

Questo è il mio “set” di oggi, un netto 6-0 di Mauro contro Mauro.

Mi piace vincere facile? No, ma queste partite si giocano in casa, non puoi deludere il tuo pubblico.

Perché il tuo pubblico sei ancora tu.

 

P.S. La mia foto ti ha fatto pensare “Ah, che simpatico guascone!“? Allora seguimi su Instagram!

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