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Avventure Metropolitane: Le 5 Specie Umane Che Ho Incontrato

Posted on Posted in Mauro's Corner

E’ ovvio. Quando fai parte di un gruppo famoso in tutto il mondo, da Pandino (CR) a Timbuctù, la gente ti riconosce in metropolitana, ti ferma, vuole un selfie con te e l’autografo sul lobo dell’orecchio. Non bisogna perdere la pazienza: è un fatto positivo, è l’ordine naturale delle cose. I gruppi famosi sanno benissimo come funziona.

E poi ci siamo noi. Noi che in metropolitana ci passiamo, sì, ma per fare promozione al nostro concerto di giovedì, a Milano. Qualcuno ci ha riconosciuto? Sì. Uno. Ed è fantastico. Se mi stai leggendo, sappi che sei il numero uno.

Non conosco le ragioni per cui la figura del “volantinatore” sia ad un certo punto diventata mediamente fastidiosa per la gente. Probabilmente qualcuno si è dimostrato troppo invadente, oppure ci stiamo tutti talmente chiudendo in noi stessi e nei nostri problemi da tenere sempre semi-chiusa la nostra finestra sul mondo. Ma non è tutto grigio quello che non luccica.

L’esperienza è di quelle parecchio costruttive, anzi, istruttive: impari a riconoscere chi ha le palle girate solo dall’andatura, ti alleni a fare un check-up completo di una persona a partire dalle scarpe, diventi talmente svelto a muovere strati di carta con le mani congelate da far invidia al miglior croupier di Montecarlo. Impari a dar valore a quei pochi sorrisi piuttosto che ai tanti sguardi assassini.

Dopo ore di questo esercizio e centinaia di persone incontrate, ho cercato di individuare alcune categorie di persone in base al loro atteggiamento di fronte al “volantinatore” (per comodità scrivo al maschile ma la cosa si può riferire ad entrambi i generi). Ecco le 5 specie umane da metropolitana:

Il Ninja

Il Ninja è forse quello più comico da osservare: appena ti vede in lontananza comincia ad allargare la traiettoria, cerca di camuffarsi nel cappuccio o di mettersi in scia di una figura grossa per non farsi notare. Vuole trasformarsi in ombra per non venir smascherato e colpito dal volantino contundente. Quando il camuffamento non riesce, si gira dall’altra parte, come se ruotare il volto stile gufo gli garantisse una sorta di invisibilità. E tu gli lasci credere di averla fatta franca.

Il Dubbioso

Questa specie è forse la più diffusa: non cerca via di fuga come il Ninja, non rallenta e non si ritrae, ma ha la tipica espressione da “Eccone un altro, questo cosa mi appioppa adesso? L’ennesimo ritrovo di fan di Sharknado?”. Prende il volantino, gli dà uno sguardo chirurgico di pochi secondi e se lo mette in tasca. Valuterà con più calma in seguito. Più che altro perché deve ancora vedere Shark Vs Octopus: vuole essere preparato.

Ah, alcuni di loro, dopo qualche passo, si girano di nuovo verso di te: sono confusi dal fatto che una delle faccione sul volantino è la stessa della persona che gliel’ha dato. Questa particolare specie è protetta, guai a toccarla.

Il Curioso

Il Curioso ci piace. Vuole sapere, conoscere. Fa nulla se gli auricolari suonano la sua canzone preferita, sapere che opportunità gli verrà rivelata da quella misteriosa pergamena plastificata è più importante. Allunga la mano ancora prima che tu allunghi la tua, scruta le immagini già dalla distanza per non perdere tempo prezioso, abbozza un sorriso e ti chiede “Scusa, mi sai indicare dov’è la fermata della metro?”

La curiosità è curiosità.

L’Incazzoso

E’ facile avvistarlo, soprattutto la mattina presto mentre va in Università o al lavoro. Potresti anche essere Paul McCartney o Megan Fox, ma non ti vuol vedere. Tu non esisti, esistono solo le menate che lo aspettano da lì a fine giornata. A volte abbassa lo sguardo perché non vuole fulminarti, altre volte invece lo incroci e scuote la testa lateralmente e palesemente per assicurarsi che tu capisca: “mollami“. Mani ben salde in tasca, sulla borsa o sulla valigetta, non prenderà quel volantino neanche se lo insegui con un taser. Non sperare.

L’Allegrotto

Il mio preferito. E’ la classica persona che potrebbe tirarti le storie anche in una discarica abbandonata. Spesso ti chiede di che si tratta ancora prima di guardare il volantino, solo perché ha voglia di fare conversazione. O ti chiede dove si svolgerà l’evento, nonostante ci sia stampata una mappa gigante con tanto di frecce. Può darsi che il dialogo si protragga più di quanto vorresti, e che sia interessante quanto una lezione di dattilografia comparata, ma che importa, è allegrotto!

E tu? Ti sei riconosciuto in qualcuna di queste specie? Vieni a dircelo giovedì a Milano! (Se sei un Ninja non temere, ti scoviamo)

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