Mauro's Corner

E venne il giorno in cui Kiko Loureiro mi disse…

C’era una volta un ragazzo fortunato.

Ma non quella fortuna che cercano tutti, quella che ti fa vincere la lotteria, vincere il torneo di calcetto, vincere a carte col nonno che bara.

Io vincevo Meet & Greet ai concerti.

Nell’anno 2011 ho partecipato a 3 contest per incontrare l’artista di turno durante un concerto, e per 2 volte sono stato premiato. Per un musicista è un po’ come vincere la lotteria, se non per il fatto che il giorno dopo il portafoglio pesa uguale – anzi meno, perché il biglietto l’hai pagato. Ma ti senti comunque arricchito.

Quando ebbi la fortuna di incontrare i Symphony X, in ottobre, ero già un navigato dei Meet & Greet. Ne avevo vinto uno qualche mese prima, era passata quell’emozione fanciullesca di incontrare i tuoi idoli pensando che una cosa del genere non potesse mai accaderti. Mi aggiravo tra la band con nonchalance, ma come tutte le strade portano a Roma, tutti i passi portavano a Michael Romeo, ignorando di fatto tutti gli altri. Un po’ mi è dispiaciuto, Jason Rullo ad esempio mi sembrava un tipo parecchio affabile.

Già, chitarristi.

Gli Angra e Kiko Loureiro

Quando ancora ero un novellino, invece, incontrai gli Angra. Eravamo una ventina di persone in un metro quadrato, e avevamo un quarto d’ora di tempo per godere di quell’opportunità. Per i primi 5 minuti mi muovevo in quello spazio angusto fissando gli altri vincitori con sguardo assassino, come se tutti volessero rubarmi l’ultimo pezzo di torta, o gli ultimi 10 secondi per parlare con Kiko. Avevo l’EP dei Ravenscry in una mano e un pennarello nell’altra.

Finalmente arriva il mio momento. Erano ore che pensavo a che domanda fare, ma l’emozione fanciullesca mi aveva rapito e non capivo più una mazza. Così, una volta di fronte al buon Kiko, mi esce una domanda scontatissima, del tipo “Cosa consiglieresti ad un musicista per diventare professionista?“. Lo so, ‘na tristezza.

E oltretutto pensavo “Ok, ho fallito nella domanda, ma potrebbe comunque darmi una risposta illuminante“. Speravo non se ne uscisse con un consiglio alla Michael Angelo Batio nei suoi video didattici – Practice, practice, practice.

E lui che mi disse?

“Sii come un prete. Dedica la tua vita a questo”

Nonostante ci mise 5 minuti a trovare la parola “prete”, fui piuttosto soddisfatto.

Poco dopo mi feci autografare un plettro, e il suo sguardo si fece stranamente più cupo. Mi sembrò di sentire la sua voce interiore esclamare “Dove stracacchio firmo su questo minuscolo Jazz 3 con ‘sto pennarello gigante?

Ma ce l’hai fatta. Bella Kiko.

Me and Kiko Loureiro

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